Paola Bensi

Sounding Pictures

COD: 20221007-2-1-1-1 Categoria:

Libro formato 315 x 315mm
Tiratura limitata di 500 copie
60 pagine cucite a macchina con filo rosso
Acquistabile esclusivamente sul nostro sito

È stato l’amore per la musica a portarmi alla fotografia, non il contrario, perché di fotografia ero quasi digiuna. La fame di musica invece era tanta e i soldi pochi per cui, come molti, mi sono improvvisata fotografa. A me è andata bene, visto che per caso ho scoperto che fotografare era il mio lavoro e infine la mia vita. Sono un’autodidatta e ho imparato dai miei errori oltre che dai miei Maestri a capire cosa cercavo veramente e cioè una fotografia che fosse un ritratto attraverso l’istantanea. È stato determinante il desiderio di vivere la musica dall’interno e quindi conoscere, capire, imparare a pensare e sentire, oltre che ascoltare. Non mi piace stabilire confini al mio amore per la musica, voglio immaginare che Frank Zappa, Khaled, Prince e Miles Davis avrebbero potuto incontrarsi e stare bene in una stessa stanza.

Mi affascina l’attimo della trasformazione, amo i momenti di passaggio, certi silenzi, certi istanti di riflessione più che di azione, mi piace che l’artista guardi dentro sé stesso piuttosto che verso l’obiettivo. Ho sempre cercato la fiducia delle persone che ho fotografato. Attendo il momento in cui il mio lavoro non si frappone fra me e il soggetto, e in lui cessa il bisogno di dare una rappresentazione di sé, cade la “maschera” che ognuno di noi indossa. Forse la cosa più bella è stata la nascita di un rapporto personale con gli artisti, essere accettata nei backstage e non solo, diventare, da estranea che ero, una persona a cui affidare senza paura il proprio privato. Dalle mie foto spero traspaiano le emozioni, tensioni, attenzioni, la gioia, la fatica, l’ascolto di sé e degli altri. Quando il gioco funziona emergono aspetti della persona prima non evidenti, non scontati. Una foto che non racconta una storia, qualcosa di inedito, qualcosa di autentico è una foto sbagliata. Quando la foto racconta può nascere un’immagine nuova, diversa, uno scorcio inesplorato.
Ho sempre subito il fascino dell’istante.
La riflessione segue dopo, in camera oscura.

Tra i grandi Maestri diceva Izis. “Io scatto quando sono all’unisono con quello che vedo” mentre Mario Dondero, a cui mi sento più vicina: “Quando scatti una foto non sei per nulla consapevole che proprio “quella” foto resterà. C’è una casualità che confina con l’eterno.”

Paola Bensi è nata a Milano,(dove vive e lavora). Tra i venti e i venticinque anni in radio e televisione, cominciando a Radio Popolare e arrivando in R.A.I. Fotografa professionista dal 1982, ha pubblicato le sue prime immagini su Musica Jazz, che le commissiona i primi servizi. Da allora si è sempre occupata di reportage, spettacolo, musica in generale, jazz in particolare, seguendo festival e tournée in Italia e all’estero.
Tra le collaborazioni più importanti e durature ci sono Repubblica, Corriere della Sera, L’Unità Epoca, Jazz Magazine, Linea d’Ombra, Il Manifesto, Panorama, Prima comunicazione, Reporter,. Ha realizzato copertine di libri e dischi.