INTO THE BLUE

Project Info:

FLAVIO BOLTRO, TRUMPET

MICHELE BOZZA, T. SAX

PIERO BASSINI, PIANO

RICCARDO FIORAVANTI, BASS

GIAMPIERO PRINA, DRUMS

Il blues strumentale moderno declinato in varie forme: dal bop al modale, con aspetti free, latin, after hours, down home, e così via. Un CD che è allo stesso tempo un omaggio al Blue Note sound e ad una delle sue principali configurazioni: il blues, che nella sua apparente semplicità costringe ogni solista a scavare in profondità nel proprio bagaglio tecnico ed espressivo. E' noto che la dimestichezza, la familiarità con il blues rappresenta una delle cartine di tornasole per un jazzista di qualsiasi razza, nazionalità e cultura, trattandosi di una forma che affonda le sue radici nello humus più profondo della musica nera: il gran padre del jazz, in poche parole, di tutti i tempi e tutte le latitudini.

Questa blowing session messa in piedi, senza neanche una prova, in un lontano pomeriggio di oltre quindici anni fa allo studio Barigozzi, non ha perso un solo grammo di
freschezza e spontaneità. Da un lato vi sono i temi, senza dubbio semplici dal punto di vista armonico, ma assolutamente perfetti per coprire in un ampio ventaglio tipiche situazioni del jazz moderno. D'altro canto, il loro fascino melodico - e la brillantezza degli interventi solistici che li caratterizza - dimostra soprattutto la solida conoscenza della tradizione da parte dei musicisti, oltre a evidenziare quanto già personale e maturo, ben tre lustri or sono, fosse il loro accostarsi alla materia.

L
a front line composta da Flavio Boltro e Michele Bozza ottiene, nell'esposizione dei temi, un sound assai caratteristico; in assolo, poi, le loro linee si sviluppano con simmetrica e speculare empatia, grazie anche al sostegno di una ritmica davvero in stato di grazia in cui sia Bassini, che Fioravanti e Prina dispiegano tutte le loro doti sia di brillanti solisti, Into the groove che è un altro dei tratti distintivi del jazz di tutti i tempi, che di accompagnatori.

C
ome tutti sanno, nella storia del jazz non mancano certo album interamente dedicati al blues, da Kind Of Blue di Miles Davis a Bluesnik di Jackie McLean, senza contare Coltrane Plays the Blues e diversi altri ancora. Quel che ci sembrava significativo già allora – e che continua ad apparirci importante anche nel 2004 – è che forse per la prima volta in Italia e in Europa, in un'epoca di spesso frenetiche e futili riscoperte delle "radici", sia stato prodotto un album volutamente (e integralmente) dedicato al blues, per definizione elemento fondante e indissolubile della storia del jazz, e che tale album abbia saputo conseguire risultati di alto livello. Proprio per questo motivo la sua riproposta – in una nuova e più appetibile edizione - ci è parsa utile e necessaria, sia come doveroso omaggio alla memoria di Giampiero Prina, che della session è stato il coordinatore, sia come esempio di cosa possa e sappia ottenere, senza pretese apparenti, la bontà della musica. Musica, non ci stancheremo di ripetere, che ha superato intatta la polvere e l'oblio del tempo, uscendone infine vittoriosa, e che conserva intatta, a quindici anni di distanza (nel jazz, un'eternità), tutta la sua forza vitale.

E, per concludere, ci sembra giusto riportare le parole di
Bobby Watson (anch'esse, più di vent'anni or sono), a commento e suggello delle sue magnifiche registrazioni in compagnia dell'Open Form Trio: «E' una bella sensazione sapere che, in Italia, "vive" del jazz di questo livello».
Sergio Veschi

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit. Perferendis, dolores, facere, corrupti delectus ex quidem adipisci tempore.

Illum molestias cupiditate eveniet dolore obcaecati voluptatibus est quos eos id recusandae officia. Cupiditate, voluptates quibusdam ipsum vel corporis laboriosam id est doloremque?