McCoy Tyner

Era uomo gentile e riservato, pur essendo un gigante del jazz, paragonato a Bill Evans e Bud Powell per la duratura influenza. Eppure sulla scena e negli album il pianismo di McCoy Tyner è stato esplosivo e travolgente, fisico e trascinante, costruito su modi, scale pentatoniche, armonie «quartali», sulla potente mano sinistra (era mancino) ed una destra fluentemente improvvisante. La trasposizione sulla tastiera – considerata anche in una dimensione percussiva – del linguaggio dell’amico John Coltrane di cui fu un partner paritario. Sarebbe potuta esistere la musica di Trane senza Tyner?

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